Riforma della disabilità 2026: nuova valutazione INPS, progetto di vita e cosa cambia dal 2027
Il D.Lgs. 62/2024 ridisegna il riconoscimento della disabilità in Italia. Dal 1° marzo 2026 la sperimentazione coinvolge 58 province. Dal 2027 scatta la riforma su tutto il territorio nazionale.
Dal 1° gennaio 2027 il modo in cui viene riconosciuta la disabilità in Italia cambierà radicalmente. Il Decreto Legislativo 3 maggio 2024, n. 62 — attuativo della Legge delega 227/2021 e parte delle riforme del PNRR — introduce una procedura unificata gestita dall'INPS, elimina la frammentazione delle commissioni ASL e prevede per ogni persona con disabilità un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. La sperimentazione è già in corso in 58 province e coinvolge milioni di famiglie.
Perché è una riforma storica
Fino a oggi il riconoscimento della disabilità richiedeva più accertamenti separati: la valutazione per l'invalidità civile, quella per la Legge 104/1992 (handicap), quella per il collocamento mirato (Legge 68/1999), quella per l'inclusione scolastica. Visite diverse, commissioni diverse, attese diverse.
Il D.Lgs. 62/2024 punta a concentrare tutto in un'unica valutazione di base, svolta da una commissione multidisciplinare dell'INPS, che produce un certificato polifunzionale valido per tutte le prestazioni. L'approccio è bio-psico-sociale, basato sulle classificazioni internazionali ICD e ICF dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: la disabilità è definita dall'interazione tra la persona e le barriere ambientali, non solo dalla condizione medica.
Il decreto introduce anche nuovi termini: addio a "handicap", "disabile", "invalido". La legge impone a tutta la pubblica amministrazione di usare "persona con disabilità" e, per la gravità, "persona con necessità di sostegno intensivo".
La mappa della sperimentazione: dove siamo
Il nuovo sistema sta entrando in vigore gradualmente:
- Fase 1 (dal 1° gennaio 2025): 9 province pilota — Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari, Trieste
- Fase 2 (dal 30 settembre 2025): aggiunte 9 province — Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza, Valle d'Aosta, Trento
- Fase 3 (dal 1° marzo 2026): aggiunte 40 province tra cui Milano, Roma, Torino, Bologna, Venezia, Napoli e molte altre — 58 province totali
- Estensione nazionale dal 1° gennaio 2027: tutto il territorio italiano
Se risiedi in una delle 58 province in sperimentazione, già oggi puoi (o devi, per le nuove domande) seguire il nuovo iter. Nelle province non ancora coinvolte, il vecchio sistema rimane attivo fino al 2027.
Come funziona la nuova valutazione
La valutazione di base
L'iter parte dal certificato medico introduttivo, compilato dal medico di base o da uno specialista e trasmesso online all'INPS. La commissione INPS convoca poi la persona per una visita collegiale unica, che sostituisce tutte le visite precedenti.
Il risultato è un verbale unico che attesta:
- la condizione di disabilità e il suo livello (lieve, medio, elevato, molto elevato)
- l'invalidità civile (con percentuale)
- il diritto ai sostegni previsti dalla Legge 104/1992
- per i minori, le necessità per l'inclusione scolastica
- l'idoneità per il collocamento mirato (Legge 68/1999)
I diritti già acquisiti sono protetti: il decreto garantisce che chi è in possesso di verbali rilasciati con il vecchio sistema mantenga tutti i benefici fino al 31 dicembre 2026. Le revisioni programmate per chi ha verbali con scadenza prima del 2027 si svolgono ancora con il vecchio sistema.
Il progetto di vita individuale
Dopo la valutazione di base, la persona con disabilità può richiedere (su base volontaria) l'attivazione di un Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, elaborato dall'Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) — un team che include la persona stessa, la famiglia, professionisti sanitari, assistenti sociali e, dove necessario, un referente scolastico o lavorativo.
Il progetto definisce gli obiettivi di autonomia, i sostegni necessari, il budget dedicato e i servizi da attivare. È dinamico: può essere aggiornato nel tempo al variare delle condizioni e delle scelte della persona.
A supporto è stato istituito un Fondo per l'implementazione dei progetti di vita con una dotazione di 25 milioni di euro annui a partire dal 2025, per finanziare interventi non coperti dai servizi ordinari.
Cosa cambia per la scuola
Per gli alunni con disabilità, la valutazione di base unificata include anche la certificazione per l'inclusione scolastica. Il Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) — che comprende insegnanti, genitori e operatori sanitari — definisce il fabbisogno di sostegno su quattro livelli (lieve, medio, elevato, molto elevato), in sostituzione della distinzione precedente tra "handicap" e "handicap grave".
Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) si allinea ai nuovi livelli e al progetto di vita, con l'obiettivo di integrare la dimensione scolastica in un percorso di inclusione più ampio.
Cosa cambia per il lavoro
La valutazione di base include anche l'accertamento per il collocamento mirato (Legge 68/1999). Il D.L. 159/2025 (Decreto Sicurezza) ha inoltre modificato le modalità di adempimento dell'obbligo di assunzione per le aziende, ampliando la quota assolvibile tramite convenzioni con cooperative sociali e società benefit.
Domande frequenti
Ho già un verbale di invalidità e Legge 104: devo rifarlo? No. I verbali già rilasciati restano validi. Il sistema di tutele attuale si applica integralmente fino al 31 dicembre 2026. Le revisioni verranno comunicate dall'INPS con le nuove procedure solo nelle province in sperimentazione e solo per le domande presentate dopo l'avvio.
Abito in una provincia non ancora in sperimentazione: posso chiedere la nuova valutazione? No, per ora no. La sperimentazione è graduale. Se la tua provincia non rientra ancora nelle 58 coinvolte, le domande seguono il vecchio iter. Dal 1° gennaio 2027 il sistema sarà attivo su tutto il territorio nazionale.
Il progetto di vita è obbligatorio? No, è su richiesta della persona con disabilità o della famiglia. Chi non lo richiede mantiene comunque i diritti e le prestazioni derivanti dalla valutazione di base.
Cosa succede al sussidio di accompagnamento con la nuova riforma? L'indennità di accompagnamento resta invariata. Il decreto non tocca le prestazioni economiche già erogate. È prevista a regime una revisione complessiva delle provvidenze economiche, ma i decreti attuativi specifici sono ancora in corso di definizione (scadenza spostata al 30 novembre 2026).
Per approfondire
- Osservatorio Malattie Rare — Dal 1° marzo la riforma della disabilità si estende ad altre 40 province
- Governo italiano — Decreto legislativo n. 62 del 2024 in materia di disabilità
- INPS — Portale della disabilità
- Agenzia Iura — La riforma per la disabilità: contenuti e analisi


