Normative e diritti2 min di lettura

Terminologia della disabilità: perché la legge dice "persona con disabilità" e non "disabile"

Il D.Lgs. 62/2024 ha cambiato per legge la terminologia sulla disabilità in Italia. "Disabile", "handicappato", "non vedente" e "non udente" non sono più termini corretti. La guida al linguaggio rispettoso.

Segui "Normative e diritti"

Ricevi via email i prossimi articoli su questa tematica.

Dal 30 giugno 2024 — data di entrata in vigore del D.Lgs. 62/2024 — l'uso di certi termini sulla disabilità nella comunicazione pubblica e nei documenti ufficiali in Italia non è più corretto: è una questione di legge, non solo di sensibilità. L'articolo 4 del decreto ha stabilito le nuove denominazioni obbligatorie per tutta la pubblica amministrazione e ha cambiato le parole in migliaia di leggi, decreti e regolamenti vigenti.

Le parole che cambiano per legge

Il decreto ha sostituito sistematicamente in tutta la normativa vigente i seguenti termini:

Termine eliminatoTermine corretto
"handicap""condizione di disabilità"
"persona handicappata""persona con disabilità"
"portatore di handicap""persona con disabilità"
"persona affetta da disabilità""persona con disabilità"
"disabile""persona con disabilità"
"diversamente abile""persona con disabilità"
"con connotazione di gravità""con necessità di sostegno elevato o molto elevato"
"disabile grave""persona con necessità di sostegno intensivo"

Perché questa distinzione conta

Il cambiamento non è cosmético: riflette un cambio di paradigma culturale e giuridico profondo. Usare "persona con disabilità" invece di "disabile" o "diversamente abile" significa:

  • Mettere la persona prima della condizione: la disabilità è una caratteristica della persona, non l'identità totale
  • Allinearsi alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall'Italia nel 2009): il testo ufficiale usa "persons with disabilities"
  • Riconoscere che la disabilità nasce dall'interazione tra la persona e le barriere ambientali (approccio bio-psico-sociale del D.Lgs. 62/2024)
  • Evitare la stigmatizzazione: termini come "handicappato" o "invalido" portano connotazioni storicamente negative

E i termini specifici: "cieco", "sordo", "autistico"?

Il D.Lgs. 62/2024 non elimina tutti i termini specifici. Le comunità stesse hanno posizioni diverse:

  • Comunità sorda: molte persone preferiscono essere definite "sorde" o "con sordità", e alcune comunità Sorde (con la maiuscola) rivendicano con orgoglio questa identità culturale e linguistica
  • Comunità autistica: molte persone con autismo preferiscono "persona autistica" o "autistico" rispetto a "persona con autismo" — è una scelta identitaria che va rispettata
  • Persone cieche o ipovedenti: i termini "persona cieca" e "persona ipovedente" sono generalmente preferiti a "non vedente" (che è una doppia negazione)

La regola generale è: quando si rivolge a una persona specifica, chiedi come preferisce essere chiamata.

Cosa devono fare le aziende e i media

Il Ministero per le Disabilità ha inviato nel 2024 una nota a tutti i Ministeri e Dipartimenti per aggiornare comunicati stampa, siti web, modulistica e decreti. Le aziende private e i media non sono legalmente obbligati dalla nota ministeriale, ma adottare il linguaggio corretto è una scelta di qualità comunicativa e rispetto professionale.

Per approfondire

CondividiWhatsAppFacebookLinkedIn

Ricevi aggiornamenti come questo

Novità su diritti, agevolazioni, ausili e accessibilità — via email, solo quando c'è davvero qualcosa di nuovo.

Leggi anche