Decreto Sicurezza e collocamento mirato: cosa cambia per le persone con disabilità che cercano lavoro
Il D.L. 159/2025 (Decreto Sicurezza) ha modificato la Legge 68/1999: le aziende possono ora assolvere il 60% della quota di riserva tramite convenzioni con cooperative. Le associazioni esprimono preoccupazione.
Il Decreto Legge 159/2025 (Decreto Sicurezza), convertito in legge alla fine del 2025, ha introdotto una modifica significativa alla Legge 68/1999 sul collocamento mirato delle persone con disabilità. La principale novità: le aziende possono ora assolvere fino al 60% della loro quota di riserva tramite convenzioni con cooperative sociali, enti del Terzo Settore e società benefit — rispetto al precedente limite del 10%. La misura divide: da un lato viene presentata come opportunità di inclusione collaborativa, dall'altro preoccupa le organizzazioni di tutela dei diritti.
Come funziona il collocamento mirato
La Legge 68/1999 obbliga le aziende con almeno 15 dipendenti ad assumere una quota di persone con disabilità iscritte alle liste del collocamento mirato dei Centri per l'Impiego. Le percentuali di riserva sono:
- 1 lavoratore per aziende da 15 a 35 dipendenti
- 2 lavoratori per aziende da 36 a 50 dipendenti
- 7% della forza lavoro per aziende con più di 50 dipendenti
Le persone con disabilità che vogliono iscriversi al collocamento mirato devono presentare la richiesta ai Centri per l'Impiego con il verbale INPS che certifica la capacità lavorativa residua.
La novità: il 60% tramite convenzioni
Con il Decreto Sicurezza, la quota di riserva che un'azienda può assolvere tramite convenzioni con cooperative sociali di tipo B, enti del Terzo Settore e società benefit è salita dal 10% al 60%.
Pro (secondo i sostenitori della misura): le cooperative sociali offrono percorsi di inserimento lavorativo strutturati, con tutoraggio e accompagnamento. Potrebbe aumentare la qualità dell'inserimento per le persone con disabilità più complessa.
Contro (secondo CGIL e associazioni di tutela): il rischio è che le aziende usino le convenzioni per liberarsi dell'obbligo di assunzione diretta, relegando le persone con disabilità a contesti separati anziché integrarli nel mercato del lavoro ordinario. Nel 2023 gli iscritti al collocamento mirato erano 880.997: aumentare la percentuale di esonero indiretto potrebbe ridurre le opportunità di assunzione diretta.
La riforma in parallelo: D.Lgs. 62/2024
Parallelamente al Decreto Sicurezza, è in corso l'attuazione del D.Lgs. 62/2024 (Riforma della Disabilità), che introduce dal 1° gennaio 2026 la valutazione di base unificata INPS anche per il collocamento mirato. Questo significa che l'accertamento per l'iscrizione alle liste della Legge 68/1999 confluirà nella visita collegiale unica, semplificando il percorso burocratico.
Nelle 9 province pilota della sperimentazione (avviata da gennaio 2025), sono stati riattivati i canali per le domande di accertamento sanitario ai sensi della Legge 68/1999, inclusi i Centri per l'Impiego.
Come iscriversi al collocamento mirato nel 2026
- Ottenere il verbale INPS: presentare il certificato medico introduttivo online all'INPS; la commissione convoca per la visita collegiale (nelle province in sperimentazione) o segue il vecchio iter nelle altre province
- Iscriversi alle liste: recarsi al Centro per l'Impiego di riferimento con codice fiscale, documento d'identità e verbale INPS
- Ricevere proposte di lavoro: il CpI propone posizioni compatibili con la capacità lavorativa certificata; è possibile anche la chiamata nominativa da parte di specifiche aziende
Domande frequenti
Sono già iscritto al collocamento mirato con il vecchio verbale: devo rifarlo? No. I verbali rilasciati con il vecchio sistema rimangono validi. Il nuovo sistema si applica alle nuove domande nelle province in sperimentazione, e a tutti dal 1° gennaio 2027.
Un'azienda può rifiutarsi di assumermi direttamente se usa le convenzioni? Le convenzioni non esentano completamente dall'obbligo di assunzione diretta: il 60% della quota può essere assolto tramite convenzioni, ma il rimanente 40% deve essere coperto con assunzioni dirette.
Cosa sono le società benefit? Le società benefit sono imprese commerciali che, oltre al profitto, perseguono esplicitamente finalità di beneficio comune. Con il Decreto Sicurezza entrano per la prima volta nel perimetro delle entità con cui le aziende possono stipulare convenzioni per il collocamento mirato.

