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DDL Caregiver 2026: riconoscimento INPS, contributo fino a 400 € al mese e tutele lavorative

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il DDL Caregiver il 12 gennaio 2026. Prevede riconoscimento INPS, fino a 400 € mensili per i caregiver con ISEE basso e nuove tutele sul lavoro.

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Chi assiste ogni giorno un familiare con disabilità grave sta per ottenere il primo riconoscimento giuridico organico in Italia. Il 12 gennaio 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di Legge n. 2789 sul riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari, presentato alla Camera il 6 febbraio 2026. Il DDL prevede un contributo economico fino a 400 euro al mese, la registrazione ufficiale presso l'INPS e nuove tutele per conciliare la cura con il lavoro.

Che cos'è il DDL Caregiver 2026

Il Disegno di Legge si compone di 15 articoli divisi in quattro capi e introduce per la prima volta una disciplina organica per la figura del caregiver familiare: la persona che assiste in modo continuativo, gratuito e personale un familiare convivente con disabilità grave ai sensi della Legge 104/1992 (art. 3, comma 3) o non autosufficiente.

Possono essere riconosciuti come caregiver il coniuge, la parte dell'unione civile, i conviventi di fatto, i figli, i genitori, i fratelli e le sorelle, e i parenti entro il secondo grado. In situazioni specifiche, anche gli affini entro il terzo grado.

Come funziona il riconoscimento INPS

Il riconoscimento formale avviene tramite una procedura telematica gestita dall'INPS. La piattaforma dedicata dovrà essere operativa entro il 30 settembre 2026.

La procedura parte dalla persona assistita (o dal suo tutore/amministratore di sostegno) attraverso un'autodichiarazione che indica:

  • i dati della persona assistita e del caregiver
  • l'intensità del carico assistenziale (ore settimanali)
  • gli estremi del progetto di vita o del piano assistenziale individualizzato

L'INPS rilascia il certificato di riconoscimento entro 30 giorni, assegnando un profilo: il caregiver prevalente (oltre 91 ore di cura alla settimana) ha accesso al contributo economico.

Quanto vale il contributo economico

Il contributo è destinato ai caregiver prevalenti con reddito da attività lavorativa non superiore a 3.000 euro lordi annui e ISEE del nucleo familiare non superiore a 15.000 euro.

L'importo massimo è di 1.200 euro a trimestre, pari a circa 400 euro al mese. Viene corrisposto con cadenza trimestrale posticipata. Il contributo è escluso dalla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte dirette e non concorre al calcolo dell'ISEE.

Quando arrivano i primi pagamenti? La piattaforma INPS aprirà entro settembre 2026 per il censimento. Le prime erogazioni sono previste per il primo trimestre 2027, ma matureranno già dall'ultimo trimestre 2026 per chi si registra appena la piattaforma è operativa.

Le tutele lavorative previste

Il DDL introduce misure concrete per chi lavora e assiste un familiare:

  • Priorità nello smart working e nella scelta della sede di lavoro più vicina al domicilio dell'assistito
  • Flessibilità dell'orario di lavoro, nei limiti concordati con il datore di lavoro
  • Cessione solidale di ferie e riposi da parte dei colleghi
  • Riconoscimento delle competenze maturate come caregiver, anche ai fini formativi e professionali

Il caregiver diventa inoltre un soggetto attivo nel Progetto di vita della persona assistita (D.Lgs. 62/2024): il suo ruolo, il carico assistenziale e i supporti disponibili devono essere indicati nel piano personalizzato.

Cosa già esiste nel 2026: le tutele in vigore

Mentre il DDL completa il suo iter parlamentare, le tutele già vigenti per chi assiste un familiare con disabilità grave restano pienamente operative:

  • Permessi retribuiti Legge 104: 3 giorni al mese (frazionabili in ore)
  • Congedo straordinario: fino a 24 mesi nell'arco della vita lavorativa, con conservazione del posto di lavoro
  • APE Sociale 2026: pensione anticipata a 63 anni e 5 mesi per chi assiste da almeno 6 mesi un coniuge o un parente di primo grado convivente con disabilità grave (Legge 104, art. 3 c. 3)
  • Quota 41 per i precoci: accesso anticipato alla pensione con 41 anni di contributi
  • Home Care Premium INPS: programma di assistenza domiciliare per persone non autosufficienti con rimborso delle spese di badante (domanda tramite portale INPS)

Il contesto: perché questa legge era attesa da anni

Secondo le stime ISTAT, oltre 7 milioni di italiani assistono regolarmente un proprio caro senza alcuna retribuzione. La maggioranza sono donne. Fino ad oggi non esisteva una legge quadro nazionale: le tutele erano frammentate tra normativa sul lavoro (Legge 104), misure previdenziali (APE Sociale) e fondi regionali disomogenei.

Un impulso decisivo è arrivato dalla sentenza della Corte di Giustizia UE dell'11 settembre 2025 (causa C-38/24), che ha riconosciuto ai caregiver il diritto ad accomodamenti ragionevoli sul luogo di lavoro, estendendo la tutela antidiscriminatoria anche a chi non è direttamente in condizione di disabilità ma subisce trattamenti svantaggiosi per il legame con una persona con disabilità.

Domande frequenti

Il contributo da 400 € al mese è già disponibile nel 2026? No, non ancora. La piattaforma INPS per la registrazione aprirà entro settembre 2026. Le prime erogazioni partiranno nel 2027, ma matureranno già dall'ultimo trimestre 2026.

Ho già i permessi Legge 104: devo fare qualcosa di diverso? I permessi Legge 104 e il congedo straordinario restano invariati e non richiedono nulla di nuovo. Il DDL aggiunge tutele ulteriori che si affiancano a quelle già esistenti.

Il contributo spetta anche se lavoro? Il contributo economico massimo (1.200 €/trimestre) è riservato ai caregiver prevalenti con reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro lordi annui. Chi lavora a tempo pieno non rientra in questo parametro, ma può comunque beneficiare delle tutele lavorative (smart working, flessibilità orario, ecc.).

La legge vale anche per chi assiste un genitore? Sì, la figura del caregiver include anche figli che assistono un genitore con disabilità grave o non autosufficiente, purché vi sia convivenza o coabitazione.

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